SOVRANNATURALE ED AVANGUARDIA IN GERMANIA, FRANCIA, SVEZIA E DANIMARCA

L’espressionismo cinematografico non si limita a manifestarsi in Germania, ma influenza gran parte del cinema degli altri Paesi, specie per quanto concerne i film del mistero. In particolare, negli anni Venti del secolo scorso, la matrice espressionista si fa sentire in maniera più marcata in Paesi come la Svezia d la Danimarca. In Francia l’espressionismo raggiunge momenti di fascino stupefacente poiché sa integrarsi talvolta nel fenomeno delle avanguardie.

Se prendo in mano un giornale e lo leggo
mi sembra di veder degli spettri sgusciare tra le righe.
Devono esserci spettri in tutto il paese,
devono essere numerosi come i granelli di sabbia lungo il mare.
E perciò abbiamo tutti una così abietta paura della luce.

Henrik Ibsen, Gli spettri (1881)

    L’avanguardia cinematografica francese degli anni Venti del Novecento, col suo carattere anti-narrativo, sa conferire alla sperimentazione cinematografica una spinta propulsiva eccezionale, con il principale intento di rompere con i tradizionali meccanismi della narrazione e della messinscena e stupire il pubblico con sconvolgenti visualizzazioni cinematiche.

    Tra le avanguardie, il surrealismo, nato alla fine degli anni dieci grazie ad artisti come André Breton, Paul Éluard, Louis Aragon, si sviluppa innanzi tutto come critica radicale della società capitalistica e delle sue leggi di mercato e si afferma come sopravvalutazione della parte irrazionale dell’uomo (con similarità di intenti rispetto al più puro espressionismo), in concomitanza con il ridimensionamento della ragione e dei suoi strumenti. Difatti I’inconscio dell’uomo è considerato il grado più profondo e più vero della realtà (da qui il termine “surrealtà”). La rappresentazione di questa surrealtà psichica consiste nella fedele registrazione di quanto si trova al di qua e al di là della ragione: gli stati ipnotici, il sogno, gli automatismi psichici.

    I surrealisti amano prendere brandelli di film e usarli come materiale per le loro costruzioni oniriche, cosicché il fantastico trova in questa corrente uno sbocco soprattutto formale (ma anche contenutistico) di grande efficacia e pertinenza poiché tutto ciò che sfocia nella libera associazione concettuale, scardinandosi dalle rigide regole del quotidiano, sfocia in qualche modo nel fantastico. Come scrive il pittore d’avanguardia Fernand Léger, il movimento avanguardistico è una reazione diretta contro i film basati su una sceneggiatura e sul divo.

    È la fantasia e il gioco contro l’ordine commerciale degli altri. Ma è soprattutto la rivincita dei pittori e dei poeti. In un’arte come questa, in cui l’immagine deve essere tutto e dove essa è sacrificata a un aneddoto romanzesco, bisognava difendersi e provare che le arti dell’immaginazione, relegate alla funzione di accessorio, potevano, da sole, con i loro propri mezzi, costruire dei film senza sceneggiatura, considerando I’immagine mobile come personaggio principale.

PINO BRUNI

Redazione, ASCinema – Archivio Siciliano del Cinema

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