PAUL WEGENER E IL CHIAROSCURO NEL CINEMA ESPRESSIONISTA

Nato in Germania nel 1874, di corporatura massiccia e tratti somatici mongoli, Paul Wegener diviene in breve tempo uno dei più famosi attori teatrali berlinesi recitando al Deutsches Theater sotto la direzione di Max Reinhardt; da lui apprenderà l’uso del chiaroscuro, che sistematicamente applicherà nei propri film. Dopo aver interpretato Lo studente di Praga di Stellan Rye, Wegener diviene uno dei primi veri autori del cinema tedesco e uno dei principali fautori del fantastico.

    Nel 1915 produce, co-dirige e interpreta Il Golem (Der Golem – Wie er in die Welt kam) di Henrik Galeen (con il quale scrive anche la sceneggiatura). A questo film fanno seguito altre due versioni in cui Wegener incarna “la creatura”: il cortometraggio, Der Golem und die Tänzerin (Il Golem e la danzatrice, 1917) e quindi Il Golem – Come venne al mondo (Der Golem, wie er in die Welt kam, 1920) che co-dirige insieme a Carl Boese. Quest’ultima pellicola rappresenta la versione più riuscita e l’uomo d’argilla impersonato da Wegener è uno dei primi veri mostri della storia del cinema.

    Nel corso degli anni è stato presentato anche con i titoli Der Golem wie in die Welt kam; Il golem; Bug uomo d’argilla e Bug, l’uomo d’argilla. Nei tardi anni Dieci Wegener dirige e interpreta anche i cosiddetti “Märchen Filme”, opere di natura fantastica e fiabesca, e lavora anche per Ernst Lubitsch e per Arthur von Gerlach per il quale interpreta Vanina oder Die Galgenhochzeit (1922) con Asta Nielsen. L’attrice è a sua volta diretta da Wegener in Lebende Buddahs (Il Budda vivente, 1925). Nel 1926 Wegener lavora anche per Rex Ingram interpretando il ruolo principale ne Il Mago (The Magician), un film macabro ed erotico tratto dal romanzo omonimo di William Somerset Maugham, in cui incarna un mago pazzoide che ipnotizza una vergine (Alice Terry) allo scopo di usare il suo cuore per un folle esperimento. Nel 1928, Wegener è diretto dal suo antico collaboratore Henrik Galeen ne La mandragora (Alraune); ma successivamente, con I’avvento del sonoro, la sua attività si dirada, essendo egli contrario al nazismo, pur comparendo in alcuni film di propaganda. Insieme ad Asta Nielsen, Wegener è tra i primi a propugnare l’importanza per l’attore della “riduzione del gesto” a favore di un linguaggio esclusivamente corporeo, di forte presenza fisica, teso ad asciugare le gestualità esasperate.

    In seguito egli rifiuterà la paternità dell’espressionismo cinematografico nel periodo in cui Goebbels aborrirà tale corrente. Difatti allo storico Carl Vincent dichiarerà che con Der Golem egli non ha voluto fare dell’espressionismo e se il film risente di tale corrente, ciò è dovuto al caso.

    Anche se probabilmente questa dichiarazione è influenzata dal clima nazista imperante, Paul Wegener, con il suo volto particolare, incarna degnamente la deformazione espressionistica.

PINO BRUNI

Redazione, ASCinema – Archivio Siciliano del Cinema

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