LA FANTASCIENZA LETTERARIA DEI PAESI DELL’EST

ll film La polvere delle galassie (1976) – il titolo originale è Im Staub der Sterne, inedito in Italia fino alla recente riedizione sottotitolata in italiano a cura della No Shame Films – appartiene alla storia piuttosto breve, della fantascienza cinematografica della Germania dell’Est, comprendente sette film realizzati nell’arco di un quarto di secolo. Eppure questi film non furono altro che la proverbiale punta di un iceberg della fantascienza, che non comprendeva solo la letteratura ma che coinvolgeva anche il ruolo di questo genere in rapporto alla cultura, alla società e alla politica di tutta l’ex Germania dell’Est.

    Le seguenti cifre rappresentano una breve introduzione nei confronti di uno dei generi più inconsueti per la Repubblica Democratica Tedesca. Sino all’alba dei 1990, gli autori della Repubblica Tedesca avevano scritto più di 150 romanzi di fantascienza, senza contare numerosi libri per bambini, antologie, una collana a fumetti e centinaia di racconti brevi. Nonostante le difficoltà della censura, questi lavori presentano una sorprendente varietà di temi, forme e argomenti. Lo spettro dei contenuti è molto ampio, e si estende dal rischio del sabotaggio capitalistico, ai pericoli connessi all’esplorazione spaziale, sino alle questioni riguardanti etica e genetica. Fino agli anni Ottanta, i romanzi di spionaggio fantascientifico si dividevano in lavori satirici e opere di fantasie scientifiche.

    Alcuni di questi libri appoggiavano apertamente la dominante ideologia comunista, mentre altri sceglievano di prenderne le distanze ambientando parodie in mondi e tempi distanti. La maggioranza degli scrittori erano maschi, a parte qualche eccezione, delle quali la più eclatante è senz’altro rappresentata da Christa Wolf e dal suo racconto Mutazione (Selbstversurch, 1973). Contemporaneamente però, tutta questa produzione condivideva lo sfondo ideologico dell’utopia comunista degli ideali marxisti e leninisti. La SED (Sozialistische Einheitspartei Deutschlands), dal canto suo, appoggiava il realismo socialista come interpretazione artistica di questa ideologia. Senza contare che molti scrittori di fantascienza condividevano le aspirazioni della visione socialista del futuro.

    Con l’esperienza si fece largo l’autocensura e i limiti del pubblicabile furono più o meno accortamente occultati da uno scaltro uso della metafora. Se ovviamente non era possibile rappresentare negativamente l’utopia comunista, la si poteva pur sempre traslare nel contesto di una società capitalista confidando nella facoltà del lettore di leggere tra le righe del testo. In questo modo, un essere sovversivo proveniente da un altro pianeta non aveva più niente a che fare con il mondo della Germania dell’Est, ma con la realtà di quella specifica società extraterrestre. Come genere, la fantascienza assunse nella Germania dell’Est una posizione paradossale.

    A causa del ruolo centrale ricoperto dal progresso tecnologico nell’insieme dei progetto comunista e a causa del significato ricoperto dalla fantascienza nell’Unione Sovietica, il genere otteneva di volta in volta sia un appoggio manifesto che un sostegno indiretto. Allo stesso tempo i funzionari culturali, i critici letterari e, soprattutto, i censori abbassavano la fantascienza al rango di una letteratura di seconda classe.

    Autori di spicco come Franz Fühmann rifiutarono la definizione di fantascienza per il loro lavoro, temendo che questa potesse danneggiarli. Paradossalmente in questo modo gli scrittori di genere ottennero una maggiore autonomia narrativa, considerato che essendo poco stimati venivano di conseguenza controllati meno severamente degli altri. Nessun resoconto sulla fantascienza nella Germania dell’Est potrebbe aspirare a essere completo senza menzionare l’importanza ricoperta dai fan club. I primi tentativi di fondare questi club, condussero negli anni Cinquanta all’arresto dei promotori di tali iniziative.

    Nei tardi anni Sessanta i fan club si strutturano con grande successo su tutto il territorio consentendo ai loro membri di avere accesso a edizioni rare e straniere di romanzi grazie alle loro fornite biblioteche. Alcuni di questi circoli della fantascienza pubblicavano periodicamente l’equivalente delle newsletter attuali. muovendosi perlopiù nei circuiti sotterranei della cultura. Il più famoso di questi lo Stanislaw Lem Club, fu ristrutturato con la forza nel 1973 e il suo fondatore allontanato dopo che alcuni funzionari dello stato scoprirono nella biblioteca del circolo numerose edizioni straniere di romanzi occidentali. Dopo questo drammatico incidente, i fan club furono perseguiti legalmente sino alla metà inoltrata degli anni Ottanta. In seguito ne sorsero pero immediatamente molti altri. L’Andymon Fan Club, per esempio, è ancora attivo al giorno d’oggi proprio come lo è stato in passato.

Fantascienza nella Germania dell’Est – Cronologia

    Anni Cinquanta: la tradizione conservatrice della fantascienza tedesca di Hans Dominik si fonde con quella di impostazione stalinista dell’Unione Sovietica. Dominano temi avventurosi e spionistici. Il successo della missione del satellite sovietico Sputnik del 1957 e lo scrittore Stanislaw Lem nella vicina Polonia conducono a una maggiore attenzione nei confronti della fantascienza.

    Anni Sessanta: i successi sovietici nella corsa alla conquista dello spazio e la costruzione del muro di Berlino nel 1961 conducono alla tematizzazione dell’esplorazione del cosmo nella fantascienza della Repubblica Democratica Tedesca. Alla fine del decennio nasce la fantascienza satirica. L’influenza degli autori sovietici cosi come la rivalutazione del romanticismo tedesco e del valore letterario della fantasia pongono le basi per un contesto rinnovato dello sviluppo della fantascienza.

    Anni Settanta: le pubblicazioni di fantascienza acquistano prestigio sia in termini di edizioni che di qualità. Famosi scrittori come Anna Seghers e Christa Wolf si rivolgono al genere per sperimentale con le nuove tecniche narrative. Johanna e Günther Braun parodiarono la società della Repubblica Tedcsca in una collana di racconti e fiabe. La fantascienza angloamericana appare nella Germania dell’Est. Si pubblicano nel 1974 Fahrenheit 451 di Ray Bradbury e nel 1979 La mano sinistra delle tenebre di Ursula K. Le Guin.

    Anni Ottanta: l’ampiezza tematica e la disponibilità della fantascienza, proveniente sia dall’Europa dell’Est, che dalla Repubblica Tedesca, congiuntamente a una scelta selezionata di titoli occidentali, permette una sempre crescente diffusione del genere. Franz Fühmann scrive una parodia del genere intitolata Saiäns-Fiktschen (1981). A fronte dello stagnare della società della Germania dell’Est, Angela e Karlheinz Steinmüller iniziano a cercare alternative ai modello socialista nel romanzo Andymon (1982).

SONJA FRITZSCHE 

Redazione, ASCinema – Archivio Siciliano del Cinema

GALLERIA FOTO

GALLERIA VIDEO