FRANCESCO GORGONE E L’ORGANIZZAZIONE FILMISTICA SICILIANA

ORIGINI SVILUPPI E POSSIBILITÁ DELL’ORGANIZZAZIONE FILMISTICA SICILIANA

Francesco Gorgone si anima quando parla dell’OFS. Questa animazione è più che legittima. Francesco Gorgone ha creato, con la sua tenacia di organizzatore e con la sua fede nel cinema regionale la magnifica realtà che si chiama OFS, cioè a dire il cinema siciliano. Era difficile creare una impalcatura solida e promettente in una regione dove la gente non credeva nella possibilità di sganciare l’industria cinematografica dalle grosse iniziative straniere e dai monopoli romani. Bisognava innanzi tutto convincere questa gente che il cinema nasce dove c’è sole, paesaggio, immaginazione; dove c’è fede e spirito di iniziativa.

A coloro i quali opponevano l’enorme difficoltà di creare la benché minima attrezzatura industriale bisognava dimostrare che la Sicilia era ed è, per ragioni di posizione geografica e di clima, una delle zone più favorevoli allo sviluppo dell’industria cinematografica, anche dal lato tecnico ed economico. C’era inoltre la diffidenza innata dei capitalisti verso tutte le novità che non dessero evidente ed immediata possibilità di speculazione finanziaria. Anche tale diffidenza è stata vinta. Francesco Gorgone ha ottenuto questo, e non sempre camminando su un terreno piano e facile. Egli ama parlare delle enormi difficoltà superate, delle lotte senza quartiere tra l’iniziativa, che premeva con tutte le sue esigenze realizzatrici, e la diffidenza che ne ritardava tenacemente la marcia.

Di solito quando parla di queste cose Gorgone si diffonde in particolari e si accalora sottolineando i passaggi più vivi ed appassionanti del suo lavoro di organizzazione. Una delle nostre prime domande è stata questa:

Come è nata in lei la passione del cinema?

Gorgone si stringe nelle spalle e fa un gesto.

«Sono tanti e tanti anni» risponde semplicemente «che io ho la febbre del cinema. Non saprei dire esattamente quando la contrassi. So soltanto che la fotografia e il cinema sono stati per me una delle più grandi passioni. Ho fatto migliaia di fotografie. Ho viaggiato per molto tempo con l’ansia di fotografare. Più in là mi diedi al documentario cinematografico. Dovetti superare difficoltà indescrivibili; ma riuscii ad appagare le mie esigenze artistiche più vive».

Quando ha pensato alla possibilità di fondare una industria siciliana del cinematografo?

«Nel 1936. Io credevo fermamente in questa possibilità. C’erano naturalmente dei limiti quasi insuperabili in quell’epoca, imposti anche dalla situazione politica nazionale. Io pensai di produrre documentari, dedicati al turismo, all’arte, alla scienza, alla vita artigiana, alla vita scolastica, con particolare riferimento al carattere della società siciliana. Pensavo che questo genere di film potesse interessare molto gli italiani d’America ai quali avremmo richiamato costantemente l’idea della madre patria. Non mi era possibile esportare i film con mezzi normali e ufficiali a causa della politica monopolistica della Direzione generale della Cinematografia italiana e degli organi di Cinecittà. Ma i miei film partirono lo stesso, in scatole che dichiaravo piene di penne stilografiche. I soldi e le commissioni dall’America arrivavano attraverso le rimesse e le comunicazioni private».

Chi finanziava questa attività?

La domanda deve apparire ingenua all’amico Gorgone che si mette a ridere.

«Chi vuole che finanziasse questa attività, in quell’epoca? Se l’intrallazzo veniva a galla si finiva dentro. È vero che mi sarei sentito onorato di portare nella mia fedina penale una condanna contratta a causa del mio amore per il cinema, ma molta gente non la pensava così, mi creda. Ho finanziato tutto da me, attraverso i miei personali sacrifici economici. Ho fatto enormi sacrifici; ma il cinema non ha deluso le mie speranze».

Quando ebbe inizio la vera e propria attività di produzione cinematografica?

«Nel 1939-40 lavoravo ancora con i miei documentari. Nel ’40 la guerra mi fermò. Nel 1941 incontrai Pino Mercanti, e da questo incontro nacque un vasto progetto: l’idea di fondare qualcosa di veramente solido; qualcosa che mettesse la Sicilia all’avanguardia della cinematografia italiana. Pino Mercanti aveva dedicato lunghi anni al passo ridotto e al cinema. Aveva tentato esperimenti artistici che lo avevano segnalato come uno dei giovani registi più promettenti. La sua collaborazione fu per me preziosissima. Attraverso Pino Mercanti la cerchia dei miei contatti si allargò. Avvicinai l’architetto Bonci, il quale accolse con entusiasmo l’idea di girare un primo film con la regia di Mercanti. Furono così iniziati i lavori di ripresa e di produzione del film All’ombra della gloria (1945) edito dalla Sicania Film».

Ho visto questo film a Messina. Mi ha fatto un’ottima impressione.

«Bisogna considerarlo come un esperimento delle possibilità tecnico-artistiche sulle quali potevamo contare. A parte le immense difficoltà tecniche, in un momento in cui mancava tutto, bisogna pensare che eravamo in pieno conflitto e che la guerra si avvicinava alla nostra isola. Lavoravamo sotto i bombardamenti. Artisti, tecnici e personale si prodigarono in maniera veramente eroica. All’Ombra della Gloria è il primo atto di volontà che coronò la nostra arte. Non poteva, anche volendo, essere superiore data la particolare situazione in cui venimmo a trovarci. Bisogna riconoscere che il nostro fu allora un atto di volontà realizzatrice».

Attimo di sosta. Gorgone si concentra, mentre io completo i miei appunti. Infine riprende a parlare:

«In un primo tempo Bonci era indeciso a costituire un grande ente cinematografico. Egli avrebbe voluto potenziare la sua Sicilia Film dedicandola alla memoria del figlio caduto in una imboscata di ribelli jugoslavi. Cercai di bruciare le tappe; così venni nella determinazione di organizzare solo l’O.F.S. che fu dichiarata, in mio nome alla Camera del Commercio il 1 ottobre 1944. In breve furono con me tutti i miei migliori amici.

Il massimo appoggio sentimentale e finanziario lo ebbi in breve da mio cugino Girolamo Gorgone e dalla di lui moglie, i quali si prestarono immediatamente e con vivo entusiasmo al potenziamento della mia impresa. Con la sua non comune capacità organizzativa e la chiara intelligenza, mio cugino Girolamo seppe in breve dare all’O.F.S. una perfetta organizzazione finanziaria. Da questa unione e da questa appassionata collaborazione nacque la prima forma societaria, economicamente solida e promettente, cioè l’accomandita semplice OFS. Il 25 agosto dello stesso anno avevamo già trasformato questa forma societaria in società per azioni, con un capitale iniziale di un milione.

Il 1 novembre avevamo 4.000.000. La copertura del capitale avvenne in ventidue giorni con eccedenza di 650.000 lire. Fu una magnifica prova di fede nel cinema data da diecine e diecine di persone che non si erano mai occupate di cinema. Innumerevoli azionisti si contarono a Castellammare dove girammo noi il primo film. Mazara e altri centri della provincia di Palermo e di Trapani risposero in maniera entusiastica».

Ho saputo che appunto a Mazara e a Castellammare avete trovato i maggiori azionisti».

«Che cosa intende per maggiori azionisti?».

Direi i più “grossi” azionisti.

«Bisogna precisare: noi non abbiamo grossi azionisti. La nostra è l’unica società che si vanta di possedere il credito di gente innumerevole, anche gente umile, di tutte le condizioni sociali. A Castellammare e a Mazara, come in provincia di Caltanissetta e di Enna, tutti hanno aderito in forma veramente popolare sottoscrivendo con una solidarietà senza precedenti.

In questo senso la nostra è veramente, una società. Noi abbiamo i soldi del popolo che lavora e li amministriamo investendoli in una grande iniziativa che darà lavoro e pane. Larghi strati ci hanno affidato il loro danaro. Bisogna che lei metta in evidenza questi fatti nella sua rivista».

Naturalmente!

«Ed ora mi lasci continuare la storia dell’OFS. Alla fine del 1945 pensammo di creare uffici dignitosi per la nostra sede. Poi iniziammo la scelta del soggetto da realizzare. A questo punto si presentò un dilemma: dovevamo presentarci con un film, di facile e non dispendiosa produzione, in modo da collaudare la nostra organizzazione; oppure scegliere un soggetto poderoso e superare la fase sperimentale per presentarci addirittura nella veste di una grande casa cinematografica? Non avevamo i mezzi per scegliere quest’ultima via. D’altro canto non si poteva rischiare di apparire dilettanti, o indecisi. Decidemmo di affrontare il film forte e scegliemmo Turi della tonnara oggi Oltraggio all’amore di Ovidio Imara (Il titolo definitivo sarà Malacarne, 1946, n.d.r.). Ma come finanziare il film? Fu convocata l’assemblea straordinaria per le deliberazioni circa l’aumento del capitale. Il direttore generale del Banco di Sicilia, comm. Ignazio Capuano, al quale mi presentai insieme al dott. Carlo Orlando, simpatizzò subito con le nostre idee e mise a nostra disposizione gli sportelli del Banco di Sicilia per collaborare al collocamento del capitale azionario. L’appoggio del Banco di Sicilia ci valse la solidarietà di centinaia e centinaia di azionisti nuovi.

Il nostro capitale si avvia oggi verso i 44.000.000. Bonci trasferì tutta l’attrezzatura tecnica e industriale della sua Sicania Film all’OFS ricavandone azioni, e ci mise nella possibilità di vantare una enorme disponibilità, di mezzi. Potemmo così iniziare la lavorazione del film prescelto».

La lavorazione del film vi ha soddisfatto?

«Sì. I successi artistici e tecnici di questo primo film ci hanno dato una grande fiducia in noi stessi, hanno moltiplicato le nostre possibilità, ci hanno posto sulla strada di una vasta realizzazione. Ormai l’OFS può dire di essere uno degli enti cinematografici italiani più vitali».

Lei si propone di realizzare presto altri film?

«Certamente. Abbiamo in esame centinaia di soggetti. Lanceremo film nuovi sul mercato nazionale e internazionale. Lanceremo documentari. Lanceremo le migliori iniziative. Le dico di più: oggi siamo in grado di avviare una organizzazione superiore ad ogni attuale aspettativa. L’OFS ha acquistato i mezzi di sincronizzazione, doppiaggio, sviluppo meccanico, stampa. L’OFS ha reso alla Sicilia un servigio preziosissimo avendola resa indipendente nel campo della produzione industriale dei mezzi indispensabili alla cinematografia. Sfrutteremo su larga scala alcuni film esteri di cui mi sono già assicurato l’esclusività in Italia. Sa che cosa significa questo? Significa che presto l’OFS darà lavoro ad una infinità di gente. D’altra parte non ci fermeremo a questo. La gestione degli stabilimenti ex Sicania Film, il noleggio in esclusiva di film italiani e stranieri, lo sfruttamento dei film nostri ed altrui, la costituzione imminente di un Centro Cinematografico del Mediterraneo, decine di altre iniziative daranno a noi un primato industriale e commerciale che crediamo di meritare, daranno alla Sicilia un primato artistico invidiabile. Ma se l’OFS ha potuto far questo, e altro potrà fare, tutto ciò è merito dei suoi collaboratori, di coloro che sotto la mia direzione hanno centuplicato i loro sforzi per la realizzazione di una idea che sembrava temeraria. Io sono molto soddisfatto dei miei collaboratori, primo fra tutti il mio amico Mercanti. Sono grato a coloro i quali hanno avuto fiducia nell’OFS; a Bonci e al Comm. Capuano, al dott. Orlando in particolare. Sono grato a coloro che mi sono stati e mi sono vicini in quest’opera ardua».

L’intervista è finita. Essa ha illustrato l’origine e l’organizzazione di una delle più belle iniziative siciliane. Ha messo a nudo le fonti di finanziamento di un ente che si vale di un capitale proveniente da tutti gli ambienti, da tutti coloro che credono nel cinema.

GUGLIELMO ARISTEI

a cura di GLAUCE VALDINI
Sestante, Palermo, anno 1 – Nr. 2-3, 1 Dicembre 1946
Redazione, 21 ottobre 2019

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