GEORGE PAL, LA MAGIA DELLO STOP MOTION

È probabile che nel 1943, quando ricevette un Oscar per l’invenzione di una nuova tecnica di animazione, George Pal abbia pensato di non essersi mai mosso dalla vecchia rimessa della sua casa natale e di stare vivendo un’avventura del futuro grazie alla sua macchina del tempo.

    Ungherese, nato a Cegled nel 1908, Pal lasciò che la sua anima di zingaro lo portasse lontano. Iniziò a lavorare per il cinema a Budapest, passò per Berlino, dove disegnò fondali per la UFA, si trasferì in Olanda per dirigere una serie di cortometraggi con pupazzi per conto della Philips e giunse a Hollywood nel 1940, dove produsse e realizzò per la Paramount trentadue film della famosa serie Puppetoons e quattro della Madcap Models. Il periodo più interessante della sua carriera si apri nel 1949, quando fondò la George Pal Productions Inc.

Promosse un ciclo di apprezzabili film di fantascienza – invariabilmente premiati con l’Oscar per i migliori effetti speciali –, inaugurato da Uomini sulla luna (1950), una visione documentaristica di come sarebbe stato il primo viaggio sulla Luna. Il film presentava una sequenza speciale: quella in cui il famoso personaggio dei cartoni Woody Woodpecker spiega ai profani alcuni trucchi dei voli nello spazio.

    La Paramount distribuì due delle sue più popolari epopee dell’epoca, Quando i mondi si scontrano in cui, di fronte alla minaccia di due asteroidi che stanno per distruggere la terra, uno scienziato costruisce un’arca di Noè spaziale per ripopolare un nuovo pianeta – e La guerra dei mondi (1953), una eccellente versione del classico di H. G. Wells. Lui stesso diresse un altro gradevole adattamento di Wells, L’uomo che visse nel futuro (1960), realizzato dopo Le meravigliose avventure di Pollicino (1958), che fu il suo debutto in un campo che in seguito avrebbe nuovamente affrontato: il racconto per l’infanzia.

    Il film più noto fra quelli da lui diretti doveva essere Avventura nella fantasia (1962), una spettacolare pellicola proiettata in Cinerama che combinava, con un certo sentimentalismo, musica, pantomima e pupazzi animati. Abbandonò la regia con Le 7 facce del dottor Lao (1964), in cui Tony Randall, padrone di un circo cinese, compare nei panni di Mago Merlino, Apollonio di Tiana, Pan, la Medusa, l’abominevole uomo delle nevi e un serpente con i baffi. Frank Tuttle vinse un Oscar per il trucco. Più che un inventore, Pal fu un eccellente promotore.

    Per quanto le sue creazioni nel campo dell’animazione e degli effetti speciali non siano superiori a quelle di altri colleghi, pochi produttori di cinema fantastico hanno saputo, come lui, realizzare una così nutrita e interessante serie di film di azione, di avventura e di immaginazione, quali (oltre a quelli finora citati) Furia bianca (1954) o Il mago Houdini (1953).

MANUELA MARTINI

Redazione, 28 ottobre 2019

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