CURT SIODMAK. OPACO IRIDESCENTE

Il fratello minore di Robert Siodmak, oltre a essere l’autore di un’infinità di sceneggiature di film del terrore – genere di cui ha promosso la rinascita negli anni Quaranta – ha creato uno dei più famosi robot del cinema, protagonista del suo film migliore, Il mostro magnetico (The Magnetic Monster, 1953).

    Curt Siodmak è nato a Dresda in Germania il 10 agosto del 1902 e si è laureato in filosofia presso l’Università di Zurigo; ha poi lavorato come giornalista e scrittore. La sua prima sceneggiatura è quella di Uomini di domenica (Menschen am Sonntag, 1929): codiretto dal fratello Robert, Edgar G. Ulmer e Billy Wilder, è una curiosa pellicola che molti esperti ritengono anticipare il neorealismo. Nel 1930 Curt Siodmak ha pubblicato il suo primo romanzo, Schluss in Tonfilm Atelier, quindi tra il 1934 e il 1937, ha lavorato come sceneggiatore per la Gaumont British. Nel 1937 si è trasferito negli Stati Uniti dove è stato ingaggiato come scrittore prima dalla Paramount e poi dalla Universal, per la quale ha creato i migliori film dell’orrore degli anni Quaranta.

    Fra i suoi lavori più famosi si ricordano Ho camminato con uno zombie, prodotto da Val Lewton, e Il mistero delle cinque dita (1946), interpretato da Peter Lorre. Il suo debutto come regista risale al 1951, con Bride of the Gorilla, a cui hanno fatto seguito altri film di genere fantastico di minore interesse. Ma la sua vera vocazione è stata sempre per le sceneggiature.

    Uno dei primi lavori di Siodmak per il cinema del terrore è stato Black Friday (1940), storia di uno scienziato (Boris Karloff) che trapianta un frammento della corteccia cerebrale di un gangster (Bela Lugosi) nel corpo di un altro uomo, il quale acquisisce così tendenze criminali. Un suo romanzo pubblicato nel 1942, Il cervello di Donovan (Donovan’s Brain) – che sembra ispirarsi ad Amore folle (Mad Love, Karl Freund, 1935) – è stato trasposto sullo schermo per ben tre volte.

    Un’altra interessante sceneggiatura di Siodmak è Son of Dracula; scritta nel 1943 per il fratello Robert, introduce il tema del vampirismo in una storia tipica del cinema noir e, con il personaggio della gelida donna fatale, che manipola l’uomo e il mostro di lei innamorati, anticipa in qualche modo La fiamma del peccato (Double Indemnity, 1944) di Billy Wilder.

EMANUELA MARTINI

Redazione, ASCinema – Archivio Siciliano del Cinema

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