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Nel panorama culturale contemporaneo, il tema del plagio, della disinformazione e della manipolazione del sapere è diventato sempre più urgente. La stessa RAI ha recentemente promosso la campagna pubblica Pillole contro la disinformazione dedicata a contrastare il fenomeno, evidenziando come la circolazione di contenuti falsati o impropri non riguardi soltanto il mondo digitale, ma colpisca anche il settore culturale, editoriale e storiografico.

La disinformazione investe tutti gli ambiti dell'attualità e inquina l'ecosistema mediatico con fake news, bufale, teorie del complotto. Per combatterla occorrono: consapevolezza del fenomeno, conoscenza dei suoi meccanismi, utilizzo di specifici strumenti di contrasto.

In questo contesto, si inserisce una vicenda che interessa da vicino Archivio Siciliano del Cinema - ASCinema, impegnato da oltre vent’anni nella tutela del patrimonio cinematografico e audiovisivo collettivo.


Infodemia, plagio e attribuzioni improprie: un rischio per la credibilità culturale

ASCinema, nell’ambito delle attività di monitoraggio e tutela della memoria storiografica del cinema siciliano, ha rilevato alcune criticità rilevanti nel volume firmato da Sergio Ruffino ed edito da 40due Edizioni nel 2024:

  • presenza di contenuto identico o molto simile al materiale pubblicato da Sebastiano Gesù, autorevole storico del cinema siciliano scomparso nel 2018;

  • assenza di attribuzione, citazione o riferimento all'opera originale di Gesù;

  • utilizzo del titolo “Lumière di Sicilia” come se fosse frutto di un proprio conio, quando invece proviene da un articolo di Sebastiano Gesù;

  • presenza rilevante di inesattezze all'interno dei contenuti, inquinando l'ecosistema mediatico.

ASCinema segnala che questa appropriazione riguarda un autore non più in vita, che non ha potuto difendere la propria opera da attribuzioni indebite. Un comportamento che solleva interrogativi etici profondi, soprattutto nel settore culturale, dove l’onestà intellettuale è il fondamento della credibilità.


L’atto simbolico di ASCinema: la Biblioteca dedicata a Sebastiano Gesù

La vicenda ha avuto anche un impatto etico: la memoria di Sebastiano Gesù rappresenta un pilastro della cultura cinematografica siciliana. Per questo, ASCinema ha scelto di intitolare la propria Biblioteca a Sebastiano Gesù.

Un gesto simbolico, ma anche politico e culturale: un modo per ribadire che gli autori scomparsi meritano protezione, e che nessuno dovrebbe poter appropriarsi del loro lavoro confidando nel silenzio o nella fragilità dei loro eredi.

La dedica rappresenta così un atto di tutela morale nei confronti di tutti gli studiosi, storici e ricercatori che non possono più difendersi. La casa editrice 40due Edizioni, inizialmente disponibile a risolvere la questione sollevata da ASCinema riguardo al volume di Ruffino, si è dileguata nel silenzio dopo la richiesta di scuse pubbliche verso la vedova di Sebastiano Gesù e i lettori. ASCinema, pertanto, ritiene imprescindibile mantenere un elevato standard di chiarezza e responsabilità nel panorama editoriale.


Troll, clone, o non l'ho "falso" apposta? L’annuncio pubblico del nuovo progetto di Ruffino

Recidivando sulla recidiva, il videomaker amatoriale Sergio Ruffino compromette ulteriormente la sua credibilità durante un recente evento privato con accreditamento, dove sproloquia circa la nascita di un nuovo ente denominato “Sicilia Found Footage – ARCHIVIO CINEMATOGRAFICO e Audiovisivo SICILIANO.

Dopo aver copiato l'opera di Sebastiano Gesù, Ruffino persiste nella scopiazzatura, replicando attraverso:

  • la somiglianza del nome con “Archivio Siciliano del Cinema”;

  • l’identità delle attività proposte, del tutto sovrapponibili a quelle che l’Archivio svolge da anni;

  • il rischio concreto che il pubblico possa credere che si tratti di un progetto collegato, autorizzato o riconducibile all'Archivio Siciliano del Cinema -  ASCinema.

Per un archivio riconosciuto e tutelato dallo Stato, una sovrapposizione nominale di questo tipo rappresenta un problema di concorrenza sleale, parassitismo commerciale, e di potenziale disinformazione culturale. Sebbene la dichiarazione sia stata riportata in panel e materiale pubblicitario, è pur vero che la credibilità della stessa sia quanto meno poco seria, tratto abituale del copista.


La bufala è servita! Perché questi fenomeni devono essere denunciati

Il caso Ruffino non è un episodio isolato: è un esempio concreto di come, nel campo culturale, il plagio e la disinformazione possano minare anni di lavoro, studio e responsabilità istituzionale.

ASCinema ritiene fondamentale:

  • difendere la storiografia e la memoria degli autori scomparsi;

  • proteggere l’integrità della ricerca e della divulgazione;

  • opporsi alla circolazione di contenuti impropriamente attribuiti;

  • impedire la nascita di enti o iniziative improvvisati che plagiano, rischiando di confondere il pubblico o sfruttare reputazioni consolidate, in modo parassitario.

La cultura non può essere piegata alla manipolazione o alla leggerezza editoriale. Non si tratta semplicemente di una questione di giustizia verso gli autori, ma di un principio fondamentale per la qualità del sapere collettivo. Sventuratamente, in futuro potremmo dire: "non è vero, ma ci credo", ovvero quando la disinformazione genera pregiudizio di conferma, o quella tendenza della mente umana a selezionare le informazioni in accordo con le proprie convinzioni e ad ignorare quelle che le contraddicono. Fenomeno esiziale, nell'era dei Social.


Vederci chiaro: una battaglia per la verità culturale

ASCinema continuerà a tutelare, in tutte le sedi - anche legali - e con strumenti formali e istituzionali, la memoria di Sebastiano Gesù e degli autori che hanno costruito la storia del cinema siciliano, così come la correttezza metodologica di ricerca. In tale direzione, condurrà un'azione di bonifica e/o prevenzione coinvolgendo enti culturali come il Ministero della Cultura, Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e di Firenze, l'Associazione Italiana Biblioteche, ANAI Associazione Nazionale Archivistica Italiana, l'Assessorato dei beni culturali e dell'identità siciliana, la Biblioteca centrale della Regione Siciliana, ed altri.

Nell’era in cui la disinformazione e il plagio silente sono fuori controllo, difendere l’onestà intellettuale è un imperativo responsabile e deciso, non solo per preservare il passato, ma anche per salvaguardare la cultura del futuro.

Per ulteriori approfondimenti sul tema; Lumière di Sicilia o blackout del cinema? Lo strano libro di Sergio Ruffino, tra errori e lacune.

Pillole contro la disinformazione su RAI Play Sound RAI Play.

Caterina Marceca