Il Convegno Internazionale Genealogie Visuali. Leonardo Sciascia e l'arte dello sguardo, che si è svolto il 21 e 22 novembre 2025 presso la Fondazione Sciascia con l'organizzazione di Lavinia Spalanca, ha messo in luce, con rara lucidità, la forza e la pertinenza dell'opera di Leonardo Sciascia nel contesto contemporaneo. In particolare, l'intervento di Antonio La Torre Giordano ha avuto il merito di scavare nelle pieghe più oscure del suo pensiero, restituendo la vitalità di un autore che non ha mai smesso di decostruire il potere, smascherando le sue menzogne.
La Torre Giordano, trai relatori al Convegno e introdotto da Clotilde Bertoni, ha focalizzato il suo intervento sulla genesi del volume Il giorno della civetta in versione a fumetti, illustrato insieme a Fabrizio Di Blasi. L'adattamento, come ha ben evidenziato, non è un semplice tributo visivo al film del 1968 di Damiani, ma una ripresa critica della trama sciasciana, la cui attualità si fa sempre più inquietante. La denuncia del potere istituzionale – ambivalente, opaco e tutt'altro che trasparente – che Sciascia mette in scena, resta più che mai viva e dirompente nella Sicilia e nell'Italia di oggi. Le cronache quotidiane, con i loro scandali politici, le ombre istituzionali, e il continuo sottofondo di omertà, corruzione e complicità, sono la riprova che, a distanza di decenni, la lezione di Sciascia è tutt'altro che superata: è attualissima e di drammatica necessità.

La capacità di Sciascia di leggere i "poteri invisibili" che attraversano la società – spesso più potenti di quelli dichiaratamente visibili – è più che mai una chiave di lettura imprescindibile per comprendere le dinamiche politiche italiane, in particolare quelle siciliane. Non è un caso che Il giorno della civetta, con il suo acuto sguardo critico, sia diventato una sorta di mappa per decodificare l'intreccio di potere, complicità e disonestà che da sempre attanaglia le istituzioni. L'adattamento in fumetto, con il suo uso sapiente del bianco e nero espressionistico (e marcati accenni di arancione, sintesi cromatica della Sicilia) trasforma questo messaggio in un linguaggio grafico che, per quanto modernissimo, conserva intatta la tensione e l'intensità della storia originaria.
Un aspetto fondamentale, e non privo di significato, è la prefazione al volume firmata da Fabrizio Catalano, regista e drammaturgo, nipote di Leonardo Sciascia. Catalano, erede intellettuale dell'autore, ci restituisce una visione familiare ma allo stesso tempo universale del pensiero sciasciano. La sua introduzione non è solo una celebrazione dell'opera, ma un invito a riflettere sul lascito di Sciascia, che continua a interrogare il nostro presente, come se le sue parole, scritte decenni fa, fossero ancora in grado di scoperchiare la verità nascosta sotto il velo delle convenzioni sociali e politiche.
Il ritorno di Il giorno della civetta sotto forma di graphic novel non è solo un atto di memoria, ma un atto di resistenza. L'opera sciasciana non si è affievolita con il passare degli anni, ma al contrario ha trovato nuovi spazi e nuovi lettori, proprio grazie alla forza evocativa di una narrazione che sa parlare senza mezzi termini della realtà che ci circonda. L'adattamento dialoga col cinema, letteratura e vignette espressioniste, diventando il veicolo perfetto per una visione del mondo che non smette mai di denunciare la verità nascosta. La Torre Giordano e Di Blasi, con la loro trasposizione, hanno trasformato l'opera in una sorta di "noir civile", che, oltre a raccontare una storia, fa saltare in aria le maschere del potere, costringendo il lettore a confrontarsi con ciò che spesso preferiremmo ignorare.
L'operazione di Il giorno della civetta trasposto a vignette va oltre la riproduzione propria della nona arte, ma rielabora un testo che continua a interpellare la nostra realtà. La storia di Sciascia, resa visibile attraverso il linguaggio delle immagini, rivela ancora una volta le sue contraddizioni più profonde e le sue verità scomode, riproponendo quel metodo di osservazione e critica che è il cuore pulsante della sua opera. La riduzione in romanzo a fumetti, capace di cogliere il ritmo del cinema e la densità dei disegni espressionisti, diventa un atto politico, un gesto di visibilità in un tempo che, come quello descritto da Sciascia, è dominato dall'opacità delle verità non dette.
In coda, Il giorno della civetta, nella sua versione a fumetti, rappresenta un tassello fondamentale non solo per gli appassionati di Sciascia, ma per chiunque desideri leggere, anche oggi, il potere istituzionale, ambivalente, mellifluo, opaco, con gli occhi di un grande maestro della critica sociale.
Lisa Gambadauro

