La nascita del noir in Sicilia
Il cinematografo arrivò a Palermo nell'inverno 1896, quando la città occupava ancora una posizione di primo piano nella vita economica e culturale del Mediterraneo. La prima proiezione pubblica a pagamento del Cinematografo Lumière in città si tenne il 27 dicembre 1896, documentata presso lo Sports Club di via Mariano Stabile 172, durante una serata in onore di Donna Franca Florio. L’équipe tecnica accreditata fa riferimento alla famiglia Lentini di Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese, già utilizzatori del Kinetografo Edison e del Kinefotografo di William Paul, sistemi che si rivelarono meno efficienti del Cinematografo Lumière. La scelta di quest’ultimo segnò una tappa significativa nella diffusione del nuovo spettacolo nell’Isola e collocò Palermo tra le città raggiunte dalla tecnologia Lumière già nel 1896, a meno di un anno dalla storica prima francese al Grand Café del Boulevard des Capucines di Parigi, del 28 dicembre 1895. La famiglia Lentini avrebbe poi contribuito alla circolazione del cinematografo attraverso proiezioni itineranti e iniziative imprenditoriali legate alla nascita dei primi esercizi stabili in Sicilia. [La Repubblica, 24 febbraio 2021; Giornale di Sicilia, 14 maggio 2021]
Il successo dei primi spettacoli favorì il passaggio dalle proiezioni itineranti a iniziative imprenditoriali più stabili. Palermo, con la sua vivace attività commerciale, i teatri e i luoghi di ritrovo, offriva un terreno favorevole alla diffusione del cinematografo nella società della Belle Époque.
Una figura decisiva fu Raffaello Lucarelli, imprenditore originario di Gualdo Tadino, che scelse il capoluogo siciliano per sviluppare le proprie iniziative. Nell’ottobre 1905 avviò l’Edison Saal, in piazza Verdi, e nello stesso anno diede vita alla Lucarelli Film, prima casa di produzione cinematografica siciliana e una delle realtà più longeve del cinema muto dell’Isola. Con Lucarelli, l’esercizio delle sale e la produzione cominciarono a integrarsi in un progetto imprenditoriale attento ai principali centri cinematografici europei. Alle prime riprese dal vero, dedicate ai luoghi e alla vita quotidiana, si affiancò progressivamente la ricerca di forme del racconto più articolate, sostenuta dal rapporto con il pubblico e con i circuiti di distribuzione.
Nel primo decennio del Novecento, Palermo consolidò così un proprio ambiente cinematografico, nel quale tecnica, iniziativa commerciale e sperimentazione narrativa procedevano insieme. Su queste basi si sviluppò la successiva stagione dei film a soggetto rivolti a generi assortiti, e tra questi quello relativo ai racconti criminali, polizieschi ed esoterici destinati ad assegnare alla produzione palermitana un posto di rilievo nella storia del protogiallo italiano delle origini. [La Repubblica, 28 settembre 2022]
Raffaello Lucarelli fra Francia e Sicilia
Per comprendere la produzione cinematografica palermitana occorre risalire alla formazione di Raffaello Lucarelli, noto come il Lumière di Sicilia, maturata a contatto con alcuni dei principali centri dell’industria europea. In Francia approfondì le tecniche di ripresa e le procedure produttive presso Éclipse ed Éclair, entrando in rapporto anche con i vertici della Pathé, destinata a esercitare una forte influenza sul cinema internazionale. Le esperienze fra Parigi e Losanna contribuirono a formare un imprenditore attento alle innovazioni tecniche e alle possibilità narrative e commerciali del nuovo mezzo.
Il soggiorno francese gli permise di conoscere da vicino l’organizzazione del lavoro cinematografico e un panorama produttivo nel quale il film a soggetto acquistava crescente importanza. Il cinema si apriva a racconti più articolati, fondati sulla successione delle scene, sulla gestione delle informazioni e sulla suspense. In questo contesto, il genere criminale e poliziesco conquistava un pubblico sempre più ampio.
La Francia rappresentava un osservatorio privilegiato. Il successo dei serial popolari noir aveva consolidato una drammaturgia fatta di personaggi ricorrenti, travestimenti, inseguimenti e rivelazioni. Zigomar, Fantômas, Les Vampires, Judex e altri incarnavano diverse declinazioni di un immaginario nel quale il crimine e la sua repressione alimentavano vicende sviluppate attraverso più episodi. Queste opere trasferivano sullo schermo le strategie della letteratura popolare, accrescendone la forza visiva e spettacolare.
Un percorso parallelo si era sviluppato negli Stati Uniti, dove Nick Carter e Nat Pinkerton godevano di grande fortuna nella narrativa poliziesca, anche attraverso i dime novels. Investigatori, organizzazioni criminali, identità segrete e situazioni di pericolo offrivano un repertorio ideale per la serializzazione cinematografica. L’incontro fra letteratura d’appendice, stampa popolare e cinema favorì la circolazione internazionale delle nuove formule del narrato.
Lucarelli poteva quindi seguire da vicino le tendenze del cinema europeo e internazionale. L’esperienza presso Éclipse, Éclair e Gaumont, così come i rapporti con la Pathé, lo avevano introdotto in un ambiente industriale nel quale l’innovazione tecnica procedeva insieme alla ricerca di storie capaci di conquistare il pubblico. Questa preparazione aiuta a comprendere la successiva produzione palermitana, dove il racconto criminale trovò spazio accanto al melodramma, al comico e agli altri generi del cinema muto di quel contesto.
La sua visione internazionale si tradusse anche in una strategia imprenditoriale. I rapporti con la Pathé favorirono l’apertura delle produzioni verso mercati più ampi, mentre la successiva collaborazione con Alberth Roth-De Markus inaugurò una nuova fase di cooperazione con la Lumen Film di Losanna. Palermo divenne così un punto d’incontro fra competenze maturate nei centri europei e iniziative produttive sviluppate in Sicilia.
Su queste basi si colloca la stagione protogialla iniziale nella Città della Conca d'Oro del 1913-1915. La conoscenza dei modelli internazionali, le strutture produttive e i rapporti con altre imprese favorirono una produzione nella quale mistero, ipnosi, occultismo e delitto entrarono nel repertorio del cinema panormita. L’esame dei singoli film e delle relazioni fra Lucarelli Film, Azzurri Film e Lumen Film, così come le conoscenze acquisite nel periodo formativo in Éclipse, Éclair e Gaumont, permetteranno di ricostruire la portata di questa esperienza nel contesto del serial criminale europeo. [Corriere dell'Umbria, 30 novembre 2024; Corriere dell'Umbria, 16 ott 2025; Giornale di Sicilia, 17 dicembre 2024; Il Manifesto - Alias, 4 ottobre 2025; La Nazione 27 aprile 25; La Repubblica, 1 ottobre 2025; La Voce, 17 ott 2025; La Nazione, 15 ottobre 2025; La Nazione, 18 ottobre 2025]

Il cinema criminale internazionale e i protogialli palermitani
All’inizio degli anni Dieci, il racconto criminale occupava ormai uno spazio importante nel cinema internazionale. Il successo dei film a soggetto e dei serial portò sullo schermo delitti, indagini, travestimenti e identità nascoste, attingendo alla letteratura popolare e trasformandone le storie in immagini, inseguimenti e colpi di scena.
In Francia si affermarono villain come Zigomar, il criminale creato da Léon Sazie e portato al cinema da Victorin-Hippolyte Jasset, e i serial di Louis Feuillade, da Fantômas a Les Vampires e Judex. Negli Stati Uniti, le avventure degli investigatori Nick Carter e Nat Pinkerton, già celebri, alimentarono un immaginario poliziesco destinato a trovare nel cinema nuove possibilità espressive. È in questo contesto che si colloca la produzione palermitana. La formazione francese di Raffaello Lucarelli deriva da questo intreccio, pur richiedendo cautela nell’accostare i singoli film lucarelliani a specifici modelli stranieri. Fra il 1913 e i primi mesi del 1915 si concentrò a Palermo una serie di produzioni dedicate al delitto e al mistero, oggi riconducibili al fenomeno nazionale ben più vasto del protogiallo.
Tra il 1914 e il 1915, la produzione della Casa più prolifica e longeva dell'Isola comprende diversi titoli incentrati sul mistero e sul crimine. La cassaforte n. 8, Ondina e Occultismo, riproposto successivamente con il titolo Ipnotismo, affrontano temi quali il segreto, la minaccia e la manipolazione della volontà, intrecciando suspense, suggestioni esoteriche ed elementi melodrammatici.
A questo gruppo appartengono Liquor somniferus e Il silenzio del cuore, entrambi del 1914, individuati dallo scrivente nel corso delle ricerche sulla produzione cinematografica delle origini. La disponibilità delle pellicole consente di esaminare direttamente le caratteristiche narrative e visive dei due film. Al di là dell'analisi contenutistica, Liquor somniferus documenta molti scorci della Palermo dei primi anni Dieci, fra cui via Libertà e le sue architetture liberty, diverse ville nobiliari, il teatro Politeama, monte Pellegrino e le sue grotte, etc. suggerendo possibili sviluppi narrativi legati all’inganno e alla perdita di controllo.
Il silenzio del cuore, diretto da Gian Orlando Vassallo e girato tra villa Igiea ed esterni come la via Maqueda e via Garibaldi, intreccia motivi sentimentali e situazioni di tensione riconducibili al racconto poliziesco. La presenza di sequenze colorizzate offre inoltre elementi per lo studio delle tecniche visive impiegate dai laboratori della Lucarelli Film, attrezzati sia per il viraggio (in questo caso) come per l'imbibizione, lo stencil e la colorazione manuale. Quest’opera virata permette di osservare l’interazione fra melodramma e narrazione criminale all’interno della produzione del capoluogo siciliano.
L’esame di queste pellicole, integrato con la documentazione d’epoca e il confronto con opere coeve, traccia le caratteristiche più nette del protogiallo prodotto a Palermo fra il 1913 e il 1915, inserendolo nel più ampio sviluppo del cinema criminale europeo. [La Sicilia, 8 gennaio 2026]
La stagione protogialla si sviluppò attraverso una rete di iniziative che coinvolgeva altre realtà cittadine. Fra queste spicca l'Azzurri Film, fondata da Paolo Azzurri, attore, regista e promotore di una scuola di recitazione cinematografica. La sua attività contribuì a consolidare a Palermo un ambiente nel quale formazione degli interpreti, organizzazione produttiva e realizzazione dei film potevano convergere.
In questo contesto si pone La regina della notte (1915), realizzato nel quadro della collaborazione fra Azzurri Film e Lucarelli Film. L’opera evidenzia l'efficacia delle sinergie interaziendali, illustrando come la condivisione di risorse e competenze consenta di raggiungere obiettivi comuni. La storia fa parte del filone di racconti che, nei primi anni Dieci, portavano sullo schermo passioni, inganni, pericoli e zone d’ombra della società. Anche Nel gorgo (1915), basato sulle vicende torbide di un ménage à trois di una strana triade, nacque dalla collaborazione fra Lucarelli Film e Azzurri Film.

Il contributo della Lumen Film
Un ulteriore sviluppo si ebbe con il coinvolgimento della Lumen Film, casa cinematografica svizzera legata ad Alberth Roth-De Markus. La collaborazione con la Lucarelli Film diede origine a due opere di particolare interesse documentate in collaborazione con la Cinémathèque suisse: Profumo mortale e Il romanzo fantastico del dott. Mercanton o il giustiziere invisibile, entrambe del 1915. Il richiamo al mistero, al fantastico e alla figura del giustiziere colloca le opere in un orizzonte narrativo proprio del serial cinematografico e del romanzo popolare europeo. L'insediamento palermitano della Lumen estende il raggio d'azione della ricerca, rivelando la partecipazione della Sicilia a un circuito di coproduzioni tra la Svizzera e l'Europa. Palermo si afferma così come snodo operativo in grado di mettere a disposizione infrastrutture e maestranze per iniziative imprenditoriali internazionali, favorendo la circolazione di saperi e modelli creativi.
Nel triennio 1913-1915, Palermo visse una stagione cinematografica di straordinaria vivacità. Case di produzione come la Lucarelli Film, l'Azzurri Film e la Lumen Film contribuirono, con approcci diversi, a intercettare i gusti del pubblico, puntando con decisione su storie di crimine, mistero e fantastico. Questa fitta rete di produzioni e collaborazioni fa del capoluogo siciliano un osservatorio privilegiato per comprendere le origini del protogiallo italiano, un filone capace di generare ben 481 titoli nell'epoca del muto.
Da Palermo a Losanna: Lucarelli e Roth-De Markus
Il legame professionale tra Raffaello Lucarelli e Alberth Roth-De Markus affondava le radici nell'esperienza estera di Lucarelli tra la Francia e la Svizzera. Costretto ad abbandonare quest'ultima prima del conflitto mondiale per ragioni politiche, Roth-De Markus individuò in Palermo il contesto adatto a proseguire le sue ricerche, incontrando nelle strutture della Lucarelli Film un partner ideale. Questo sodalizio diede vita a due titoli del 1915: Profumo mortale e Il romanzo fantastico del dott. Mercanton o il giustiziere invisibile. Proprio il sottotitolo di quest'ultimo evoca dinamiche narrative e topoi legate al travestimento e all'azione clandestina, cifre stilistiche ampiamente diffuse nei serial polizieschi ed europei dell'epoca.
Con l’insediamento della Lumen Film, il contesto palermitano si rivela un osservatorio ideale per analizzare la circolazione transnazionale di risorse e modelli nell'Europa del cinema muto, in una fase in cui la guerra ridefiniva le condizioni operative del settore. Come evidenziato nel mio saggio Lucarelli e Roth-De Markus. Una storia tra Palermo e Losanna — pubblicato all'interno del volume De spectaculo criminalis. Il protogiallo nel cinema muto italiano (1905-1930) (Mimesis, Milano, 2026) —, la ricostruzione dei rapporti tra i due produttori offre una preziosa testimonianza storiografica dell'integrazione tra la Sicilia e i circuiti cinematografici europei.
Dal 1915 al 1928: la persistenza del protogiallo
La storia del protogiallo italiano prosegue oltre la stagione produttiva palermitana dei primi anni Dieci. Nel 1928 Amleto Palermi diresse Le confessioni di una donna, film ambientato in Sicilia che presenta evidenti richiami al cinema espressionista tedesco. [vd. foto di copertina]
Gli esterni furono girati tra Palermo, Agrigento, Siracusa e Taormina, mentre alcune riprese interne avvennero presso gli stabilimenti cinematografici di Rifredi (storicamente soprannominati la “piccola Hollywood” di Firenze) in via delle Panche n. 60. Le architetture e i paesaggi siciliani contribuiscono però alla costruzione visiva del film e di una Palermo liberty meravigliosa e, ahinoi, saccheggiata anni dopo dalla speculazione edilizia del Sacco, mentre non mancano le suggestioni estetiche espressioniste che richiamano il clima di mistero e tensione. Questi elementi acquistano particolare rilievo alla luce dell’esperienza maturata dal regista "quasi palermitano" Amleto Palermi in Germania durante gli anni Venti, quando lavorò e collaborò a diverse produzioni tedesche, dirigendo fra l’altro due anni prima Enrico IV (Die Flucht in die Nacht), opera di notevole impegno produttivo.
Le confessioni di una donna offre un tassello prezioso per delineare le connessioni tra la cinematografia palermitana e le varie correnti europee del cinema criminale, dal noir al krimi d'impronta espressionista, fino al crescente protogiallo italiano. Alla diffusione delle formule francesi e americane, tipiche dei serial polizieschi d'inizio secolo, si affianca così la vicinanza alle atmosfere del krimi tedesco e alle soluzioni formali dell'espressionismo. L'opera di Palermi mette in luce come questo registro espressivo abbia saputo convergere nel contesto italiano, originando formule narrative e visive di grande rilievo per la storia degli scambi cinematografici internazionali. [La Sicilia, 19 giugno 2026]

Conclusioni. Palermo, una capitale europea del giallo alle origini
Agli esordi degli anni Dieci, nel dinamico contesto del protogiallo muto italiano, Palermo offrì un apporto fondamentale all'evoluzione del cinema poliziesco e di suspense. Le produzioni della Lucarelli Film, della Azzurri Film e della Lumen Film di Alberth Roth-De Markus diedero vita a opere quali Liquor somniferus, Il silenzio del cuore, La cassaforte n. 8, Ondina, Occultismo, Ipnotismo, La regina della notte, Nel gorgo, Profumo mortale, Il romanzo fantastico del dott. Mercanton o il giustiziere invisibile e Le confessioni di una donna.
I legami di Lucarelli con la Francia e il sodalizio con Roth-De Markus inserirono la cinematografia palermitana in un fitto circuito europeo di competenze, tecniche e modelli narrativi. Parallelamente ai film di finzione (comici, melodrammatici e criminali), la Lucarelli Film si distinse come realtà pionieristica nel documentarismo siciliano grazie a un'intensa attività di riprese «dal vero». Questo proficuo percorso creativo e industriale fu tuttavia spezzato dallo scoppio della Prima guerra mondiale: con la dichiarazione di guerra del Regno d'Italia all'Impero Austro-Ungarico il 23 maggio 1915, le produzioni palermitane e la cooperazione tra Lucarelli e Roth-De Markus si arrestarono bruscamente.
Allo scoppio della Prima guerra mondiale, Raffaello Lucarelli si arruolò lasciando la guida della casa cinematografica alla moglie Rosa Lapi. Sul fronte dell'Isonzo rimase ferito, per poi essere trasferito nel protettorato d’Albania dove, in veste militare, fondò la prima sala cinematografica pubblica del Paese.
Rientrato a Palermo a fine conflitto, riprese le redini della Lucarelli Film — la realtà produttiva più duratura e feconda della Sicilia, attiva dal 1905 al 1925 —, mantenendosi distante dai grandi sfarzi industriali e sfidando con tenacia i pregiudizi che gravavano sul cinema del Mezzogiorno. Nel 1925, dinanzi alla grave crisi del settore, si trasferì a Roma, dove risiedeva la famiglia originaria di Gualdo Tadino, ponendo fine all'avventura del cineasta umbro.
Il caso palermitano necessita di un’analisi storiografica libera da gerarchie preconcette. Nonostante i quattro cambi di ragione sociale, la portata della Lucarelli Film va misurata analizzandone con criteri omogenei la durata, il catalogo e le reti commerciali. L'isolamento dai centri editoriali di Torino e Milano ne offuscò a lungo il valore, penalizzato da un sistema critico sbilanciato a favore delle manifatture del Nord.
Restituire il giusto peso alla Lucarelli Film nella genesi del protogiallo nazionale risponde a una precisa necessità d'analisi storica, affrancando la storiografia dai suoi vuoti e pregiudizi. Si inverte così il cono d'ombra che ne ha oscurato il valore, proiettando nuova Lumen sul Lumière di Sicilia. [La Sicilia, 3 ottobre 2026]
Antonio La Torre Giordano © 17 ottobre 2026